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venerdì, maggio 28, 2004 |
il piacere di scrivere?
Sto scrivendo da un IBM NetVista che probabilmente monta un qualche processore Pentium 2/3/4 (no, 4 no) e qualche centinaio di megabyte di Random Access Memory… Ma tutto questo non basta a comporre parole, creare fluidamente un testo. Il bianco virtuale di questo foglio elettronico non accoglie inchiostro di penna, né attira idee geniali. Anzi, imbianca pure il mio cervello, che non ne vuol più sapere di studiare, scrivere, pensare, ragionare, rispettare gli appuntamenti. Adesso spengo e chiudo, anzi, chiudo e spengo, perché prima si chiude l’applicazione, poi si spegne il computer, poi si torna alle sudate carte, o alle faccende domestiche se sono in casa. Non sono in casa: sono in un’aula informatica della facoltà di Ingegneria e senza stimolo batto sulla tastiera quel che viene. E’ da parecchio che non scrivo una riga di vero testo, a parte qualche email stringata e decine di SMS alla settimana. Un tempo odiavo digitare SMS punto e basta. Oggi lo odio ancora, ma digito di più per motivi contingenti. No, non quelli che pensate voi, non vi sono motivi contingenti con belli capelli e ciglia lunghe, in questo momento. E’ per tenere i contatti, coltivare amici, non perdere la bussola. Comunicare diventa insopportabile se nessuno ti ascolta. Eppure, a volte, vorremmo che nessuno ci ascoltasse, sì da non dover dire niente di speciale…
Questo lo metto sul Blog. |
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venerdì, marzo 19, 2004 |
"beati quelli che sanno ridere di sé stessi: non finiranno mai di divertirsi" Eppure, chi non sa piangere di sé stesso, non saprà nemmeno riderne... Per oggi, non ho altro da dire. |
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venerdì, febbraio 27, 2004 |
Non sono ancora completamente guarito, nel senso che appena alzato mi scappa una scarica di starnuti che poi bisogna ritinteggiare le pareti... Ma il vero problema è la faringite che rompe alquanto le balle! Comunque spero di ritornare abbastanza in forma da non giocarmi anche questo uicchend. A proposito: noto dalla mia finestra (quella ventosa, ndG) che è uscito un bel sole e ciò mi mette sempre di buon umore!
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giovedì, febbraio 26, 2004 |
«COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: Gledis al reparto Blog, Gledis al reparto Blog!» Ciao a tutti! Chiedo scusa per la lunga assenza, ma è da sabato che sono raffreddato e il PC si trova accanto ad una finestra incredibilmente spifferosa (scusate il neologismo): in sostanza, se sto più di cinque minuti di seguito seduto davanti alla tastiera mi si congelano le mani. E siccome non so scrivere con i gomiti...
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venerdì, febbraio 20, 2004 |
"Sono soldi rubati. Soldi rubati!" Chi mi conosce sa bene che non stimo "moltissimo" il nostro beneamanto Presidente Del Consiglio: non mi piace come ragiona, non mi piace come parla, non mi piace come si atteggia. Poi, sui modi di condurre un'azione di governo - intesa come amministrazione del paese, si potrà anche dibattere seriamente, ma a volte non posso fare a meno di chiedermi con angoscia se questo pover'uomo non abbia bisogno di aiuto... Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi rispondendo alla domanda di una giornalista, che gli faceva notare come esponenti dell'opposizione abbiano definito "semplicistica" la sua affermazione sulle tasse troppo alte, ha replicato:
(fonte: www.forza-italia.it; foto: wwww.forza-italia.it) |
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mercoledì, febbraio 18, 2004 |
Le mie prigioni Oggi vi scrivo un salutino dalla facoltà di Ingegneria. Vi basti pensare che in questi giorni, mentre studiavo in biblioteca a Villarey, di tanto in tanto si vedevano passare nei corridoi comitive di adolescenti in piena tempesta ormonale. Silenziosissimi, sfilavano l'uno dietro l'altro con un contegno solenne, da gita scolastica al museo dell'Olocausto. A noi, seduti ai tavoli con i libri aperti, pareva di star dietro a una parete di plexiglass, posti lì come statue di cera a monito per i nostri successori; quasi a dire: "Non dimenticate, giovani virgulti: anche voi, come loro, un giorno starete lì seduti a penar sui libri senza le figure, e rimpiangerete i bei tempi degli amori tra i banchi e degli scioperi facili!". E di fronte a quegli sguardi intimoriti e malinconici, io mi chiedo: va bene le visite di orientamento, ma che senso ha portarli in una polverosa biblioteca a guardar noialtri "carcerati" dello studio? Veder le bestie nelle gabbie di uno zoo, ci fa forse venir voglia di stare anche noi dietro le sbarre? |
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martedì, febbraio 17, 2004 |
Gioite con me, miei cari trenta lettori, e facciamo festa grande sull'Albero delle Nuvole! Oggi, infatti, ho raggiunto la soglia dei 2000 CONTATTI! (cioè quasi quattro milioni delle vecchie lire!!! Ma vi rendete conto???)
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domenica, febbraio 15, 2004 |
Riceviamo e pubblichiamo Visto che il post sulla mia malinconica passeggiata anconetana ha suscitato tanto interesse nel vasto pubblico del blog, nel (vano) tentativo di ridimensionare il mio ego spropositato, ho deciso all'unanimità di acconsentire alla pubblicazione del commento di Manu (che ringrazia sentitamente per l'onore concessole). Anche lei, passeggiando per Ancona, ha visto cose... "Usciamo e un intorpidimento pre primaverile ci costringe a camminare l’una strettamente serrata all’altra. Camminiamo consapevoli che fra poco ci troveremo faccia a faccia con l’Adriatico e che, sedute tra tanti altri esuli della pausa pranzo, ci potremo riposare un po’. All’altezza del Comune, tra le sagome dei passanti con i cani, incominciamo ad intravedere quella silenziosa e stilizzata della meta. Ci sono le panchine nuove e gli alberi di sempre che adornano la via del quadro che sto dipingendo con la mente. Ci sono le macchine che passano veloci, le radio che frantumano l’aria, le felpe colorate della gente che invade il mio spazio e i loro bisbiglii, distratti. Sento i profumi delle famiglie riunite intorno alla tavola apparecchiata, con la tovaglia a scacchi e i bicchieri infrangibili riempiti per metà d’acqua e vino bianco. Sento gli aromi di un’assurda estate in pieno marzo il cui calore improvviso mi fa sentire decisamente fuori luogo. Mi stringo nelle spalle e accendo una sigaretta, attenta a che il fumo non infastidisca Stefania, nel frattempo gioco con il pacchetto e brucio la carta trasparente aspettando che la pellicola si accartocci e muoia nel palmo della mia mano." |
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giovedì, febbraio 12, 2004 |
Ho visto cose... E' l'altro ieri. Tardo pomeriggio. Sto di fronte ad una porta a vetri. "Biglietteria, Teatro delle Muse", c'è scritto. "Entrata", c'è scritto. "L'avaro" di Molière. Sabato sera. Entro. Ci sono due posti? Sì. La bigliettaia è giovane, bruna, bella. Due posti, grazie. Lì in seconda galleria. Più centrali. Grazie. Fanno 42 euro. Prego. Ci sono sconti per studenti? Ci sono sconti per i giovani. In platea, però. E anche in prima galleria. Costano 30 euro. Con lo sconto 28. E in seconda galleria? In seconda no. Solo in platea e in prima galleria. Perché? Perché costano di più. Sono anche i posti che si vendono prima. Sì. La gente li compra di sicuro quei posti. Senza bisogno di sconti. Sì. Uno studente, invece, non se li potrebbe permettere comunque. No. Un po' fasulli questi sconti... Già. Ne prendo due. Fanno 42. E lo sconto non c'è. In seconda no. Fanno 42. Esco dalla porta a vetri. Non la stessa. Un'altra. "Uscita", c'è scritto. Penso che Ancona è una città stupida. Penso che un giorno potrei anche entrare alle Muse senza pagare. Dalla porta posteriore. "Entrata artisti", c'è scritto. Se capite cosa intendo. E' fuori. Fa freddo. Risalgo C.so Carlo Alberto, c'è gente. La gente passeggia, guida, parla, entra, compra. Anconetani. A volte mi sembrano orrendi. Anch'io sono anconetano: mi sembro orrendo. La gente non guarda quel che dice. Non sente quel che fa. Non pensa quel che vede. Meno o più. Il mio cappotto nero mi piace. Fa figura. Si alza il bavero e fa figura. Mi dà una silouette. Autorevole. Importante. Bella. Una casacca verde fosforescente no. Una donna indossa una casacca verde. Fosforescente. Con strisce orizzontali catafran... carangen... cafatrin... sì, "catarifrangenti". Da protezione civile, da pompiere, da parcheggiatore, da servizio d'ordine. Non vedo calamità naturali - non è la protezione civile, non brucia nulla - non è un pompiere, lungo il corso non si può parcheggiare - non è una parcheggiatrice, non ci sono concerti - non è il servizio d'ordine. E' un Ministro. "Ministro di Scientology", c'è scritto. A lettere caratan... catrangen... sì, "catarifrangenti". E distribuisce volantini. Su Scientology: la chiesa di Tom Cruise. La chiesa dei ricchi. Degli americani ricchi. E famosi. Penso che Ancona è una città ricca. Non famosa, ma ricca. Penso che devo andare più spesso a messa; più spesso fare la comunione; più spesso pregare. Per quelli ricchi e famosi. E' tardi. Piazza Cavour, fermata gialla dell'autobus. Giallo e rosso. L'autobus. Che passerà a minuti. I minuti passano, le persone passano, le automobili passano. C'è un foglio, bianco. Attaccato sul palo. Con lo Scotch. No, non con il Wiskey: con lo "scotch", la striscia che appiccica. "Siamo due giovani bellissimi", c'è scritto. "Siamo due giovani bellissimi e atletici". C'è scritto. Vorrebbero conoscere donne, i due giovani, di qualsiasi età. "Anche over 50, anche over 60", tra parentesi. "Per relazione sentimentale". Possibilmente a scopo matrimoniale. Al limite. Più o meno, c'è scritto. In cambio: essere ospiti in casa "sua": errore di sintassi. . "Vitto e alloggio", tra parentesi. "Offriamo massima serietà". E un numero di cellulare. Due gigolò ad Ancona. Uno scherzo. Forse. Spero. Speriamo. Ridiamo. "Pssst", le porte a soffietto mi chiamano. La Circolare Destra mi accoglie. L'autobus giallo e rosso. Cigolante, decenni di nobile servizio, un rottame. Entro. Penso che Ancona è una città desolata. Come l'autobus giallo e rosso. Penso che un giorno sarò un vecchio autobus; e morirò cigolando per le strade di Ancona. Un'altra giornata finisce. |
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martedì, febbraio 10, 2004 |
Cari miei trenta lettori, come state??? (e a questo potrete rispondermi nei commenti)
Dal canto mio ho un po' trascurato il blog, in quest'ultima settimana: saranno gli strascichi dei bagordi per lo strepitoso successo di mercoledì sera, a teatro, sarà il nuovo esame che ho preso decisamente di petto, sarà la facoltà di Economia che mi confonde - vuoi per cercare un bagno (leggi qui), vuoi per le ragazze in tenuta "da gran sbecco" che girano in biblioteca... Comunque eccomi di nuovo! Penso che sia ora di rinfrescare un po' la bacheca, del tipo levare il manifesto di "Sinceramente Bugiardi". Allo stesso modo, è tempo di proporre una nuova frase storica nello spazio meditativo (magari proposta da voi, stavolta!). In più, chi lo sa, accanto a quello del capodanno potrei creare qualche nuovo album di fotografie, del tipo "io da piccolo", "io da grande", "io da medio" e così via, fino alla morte. O ancora, potrei finalmente redigere il settimo capitolo delle entusiasmanti avventure del Recremisi, le quali attendono ormai da mesi una degna conclusione. Ma per tutto questo c'è tempo, tanto quanto non c'è fretta; soltanto, amici lettori, abbiate pazienza e costanza... Tornerò presto agli antichi splendori! Prossimamente: ho visto cose ~ Recremisi, episodio 7 ~ la grande domanda |